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Tubercolosi, c'è il vaccino prototipo

5 Set 2011 09:00 | Scienza e tecnologie

Un prototipo di vaccino contro la tubercolosi, il cui «ritorno» sta preoccupando anche chi era convinto di averla sconfitta, è stato sviluppato dai ricercatori americani dell'Albert Einstein College of Medicine, dell'Howard Hughes Medical Institute e della Colorado State University. Per ora ha superato in modo più che convincente gli studi condotti sugli animali. I risultati sono pubblicati online su Nature Medicine.

E l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) plaude: in questo momento la malattia uccide circa 1,7 milioni di persone ogni anno e il batterio che la causa ha già infettato una persona su tre al mondo. Causa anche l'emergere di ceppi farmaco-resistenti, addirittura refrattari a tutti gli antibiotici. Prevenire quindi efficacemente la Tbc è più che urgente. Stop Tb è la campagna mondiale per evitarla, al momento solo con controlli e norme igieniche. Basterebbe fermare la maleducata abitudine di sputare per terra per dimezzare i rischi. Ma oggi questa deprecabile forma di non rispetto sembra addirittura essere diventata di moda. 

«Produrre vaccini efficaci contro la tubercolosi - spiega William Jacobs, autore dello studio - richiede una migliore comprensione dei meccanismi utilizzati dal Mycobacterium tuberculosis per sfuggire alla risposta immunitaria dell'organismo». E il vaccino usato attualmente (perché un vaccino già esiste da tempo) non è in grado di proteggere in modo efficace contro la malattia. Si e no garantisce meno della metà dei soggetti. 

Il team di Jacobs ha dovuto innanzitutto scoprire quale strategia usa il microrganismo per ingannare la risposta immunitaria. Il modello di studio prescelto è stato il batterio causa della tubercolosi dei topi, il Mycobacterium smegmatis, letale per i topi ma innocuo per le persone. Hanno ipotizzato quali geni creassero il trucco per «imbrogliare» le difese immunitarie e dilagare senza ostacoli, li hanno tolti e hanno visto che finalmente le difese dei topi funzionavano. L'infezione non avveniva nonostante le dosi massicce di batterio geneticamente manipolato iniettate. Si è così scoperto che i geni cruciali da togliere erano quelli etichettati come Esx-3. L'obiettivo di un vaccino anti-Tbc davvero efficace è quindi proprio quello di far funzionare le difese dell'organismo. Purtroppo si è visto che rimuovendo lo stesso gruppo di geni dal M. tubercolosis che colpisce l'uomo il batterio moriva. Insomma, non poteva essere manipolato nello stesso modo di quello letale per i topi per ottenere un vaccino. 

Jacobs e i suoi colleghi sembrerebbero ora riusciti a risolvere il problema. Gli scienziati hanno preso i batteri M. smegmatis privi del set di geni Esx-3, inserendo al loro posto la serie analoga di geni del M. tubercolosis. Questi batteri modificati sono stati poi infusi nei topi, che ancora una volta hanno combattuto l'infezione. Inoltre, otto settimane più tardi, quando questi animaletti vaccinati sono stati esposti ad alte dosi di M. tuberculosis - che uccide anche i topi, oltre alle persone - hanno vissuto molto più a lungo rispetto ai topi di controllo: in media 135 giorni contro 54 giorni. «In particolare - dice il ricercatore - gli animali vaccinati che sono sopravvissuti per più di 200 giorni avevano gli organi completamente liberi dal batterio, una cosa mai vista prima». Solo un topolino su cinque, però, ha mostrato questa efficace risposta. Dunque il vaccino, pur molto promettente, andrà ancora migliorato prima che possa essere considerato sufficientemente efficace. E non si sa se poi funzionerà sugli esseri umani. Scientificamente è però molto importante aver individuato i geni «truffatori». E questo accelera i tempi per mettere a punto il vaccino vincente e finalmente rendere effettivo lo Stop Tb per ora solo ripetuto a parole, quasi ad esorcizzare il terribile «mal sottile».

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