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Gli italiani e la tecnologia, rapporto difficile e contrastato

3 Ago 2011 08:59 | Scienza e tecnologie

Il 37,7 non la ama o la disprezza. I più tecnofobi sono i 25-34enni meridionali di provincia con bassa scolarità.

Il 37,7 degli italiani non ama o addirittura disprezza tutto ciò che è tecnologico, inoltre il 32,7% la accetta ma senza entusiasmo. Sono i risultati dell'indagine Qual è il rapporto degli italiani con la tecnologia?, realizzata da AstraRicerche per l'Osservatorio Yakul. Solo il 29,5% dei connazionali si dice entusiasta della tecnologia, e più di uno su dieci può essere definito «dipendente dalla tecnologia». 

Dal sondaggio, condotto tramite 1.113 interviste online rivolte a soggetti tra i 18 e i 64 anni, emerge che ostili alla tecnologia sono per lo più residenti al sud, al di fuori delle città medio-grandi e grandi, e hanno la licenza media o elementare. Dalle risposte si evidenziano però anche alcune particolarità inaspettate: la «tecnofobia» è maggiormente presente tra i 25-34enni mentre, all'opposto, i «tecnofili» più convinti si trovano in particolare tra i 55-64enni e nei comuni medio-piccoli tra i 10 mila e i 30 mila abitanti. Quanto ai punti di forza della tecnologia, emerge che le innovazioni tecnologiche vengono apprezzate perché consentono di fare molte cose e di essere più efficienti (per il 46% dei casi), aiutano a comunicare con gli altri (42%), sono innovative e avanzate (41%), semplificano la vita (39%). I punti di debolezza, invece, sono stati riscontrati nel fatto che la tecnologia rende più immobili e sedentari (4%), fa sì che le persone restino sole e isolate (4%), rende dipendenti (3%), costa troppo (2%), risulta incomprensibile (2%).

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